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sabato, 03 maggio 2008

GIORNI PIENI DI SOLE, LUCE E FUMO

Cari amici di intraisass e intotherocks,

i nostri meteorologi, classici e culturali, preannunciano giorni pieni di sole, luce e fumo.

Eccovi due date fondamentali per il nostro futuro:

Cervino SMoKy by foto Carlo Paschetto - Grafica LorenzoLivioSgrevaDomenica 11 maggio: prima accensione simultanea di The Sad Smoky Mountains. Dal sito ufficiale trascrivo le modalità di esecuzione al momento ipotizzate: ACCENSIONE PRINCIPALE SIMULTANEA - DOMENICA 11 MAGGIO ORE 13.00 l.t. - Come per ogni evento culminante con un grado massimo (l'accensione principale simultanea), sono consentiti preludi ed epiloghi, pre-accensioni e post-accensioni, a seconda delle condizioni alpinistiche, meteorologiche e organizzative dei numerosi gruppi impegnati sulle diverse montagne. Pre-accensioni e post-accensioni sono quindi possibili in prossimità della data indicata se non si può fare altrimenti o ci si trova in zone remote raggiungibili in un determinato periodo (alcuni alpinisti sono impegnati in questo momento in montagne difficili da raggiungere e programmate per questo periodo): importante è documentare e veicolare le accensioni avvenute scrivendo e inviando il materiale al centro di raccolta dati
sadsmoky@antersass.it. Prevediamo, dopo consultazioni avvenute, alcune PRE-ACCENSIONI DI AVVERTIMENTO nelle zone cittadine, collinari o pedemontane di facile accesso come nelle Colline attorno a VICENZA dove è prevista una pre-accensione persabato 10 maggio ore 19.00 l.t. (orario di ottime condizioni di luce e di grande visibilità dalla città).
Perciò, per chi vuole partecipare alla prima accensione (che ha avuto una partecipazione e un coinvolgimento nazionale e internazionale davvero imprevedibile e straordinario), datevi da fare, iscrivetevi nella lista: sarà un'accensione crediamo memorabile e non parteciparvi, col senno di poi, potrà risultare un'occasione persa, non più ripetibile.

COPERTINA intraisassblog3Domenica 1 giugno: riunione dei blogger di intraisass e presentazione ufficiale di intraisass3 a Malga Sorgazza, in Lagorai. E' uscito infatti dalle stampe in questi giorni e sarà presto distribuito l'atteso nuovo volume cartaceo di intraisass, con un nuovo formato e dedicato alle due piattaforme blog in cui il progetto originale si è evoluto. Scritti di Maria Luisa Nodari, Franco Michieli, Mauro Corona, Mario Crespan, Luca Visentini, Gabriele Villa, Mauro Mazzetti, Davide Sapienza, inediti di Paola Favero, Leopoldo Roman, Lorenzo Massarotto, Valery Babanov, Luca Matteraglia, Alessio Roverato, Alessandro Baù, Daniele Geremia, Orietta Bonaldo, Hans Peter Eisendle, le news di Carlo Caccia, il tutto coordinato dai nostri Paola Lugo e Lorenzo Livio Sgreva, con la copertina costruita su due celebri scatti di Loris De Barba e che in anteprima pubblichiamo qui a fianco. Insomma, un alpinismo che resiste e una rete resistente, giunta oramai al 9° anno di vita. Ecco, questa volta niente presentazioni teatrali, niente palcoscenici artificiali, ma un ritrovo in ambiente, quasi una festa che cercheremo di costruire su uno dei luoghi simbolo della nostra passione, nel cuore del Lagorai ospitati da Maurizio ICE Caleffi e Carla tra le pieghe del loro sogno, Malga Sorgazza, a cavallo del fine settimana che ha come centro DOMENICA 1° GIUGNO e che potrà avere come prologo, per stare ancora di più insieme, il sabato prefestivo e come epilogo lunedì 2 giugno, giorno di festa nazionale.
Che altro dire, se non "citare la citazione" che chiude la prefazione del nuovo volume, tratta da Il libro dell'inquietudine: «la vita è un viaggio sperimentale fatto involontariamente». Così fu, così sia.

Vi aspetto numerosi sulle tristi montagne fumanti e nel gioioso weekend di Malga Sorgazza.

giovedì, 24 aprile 2008

56° TrentoFilmFestival Montagna-Esplorazione-Avventura

Si tratta del più antico ed acclamato festival internazionale di film dedicati appunto alla montagna, all'esplorazione e all'avventura. Il programma presenta ogni anno una ricca selezione di film, di fiction e di documentari, di ogni genere e formato, che spaziano dai temi e dalle vicende più strettamente legati alla montagna e all'alpinismo, fino a quelli ambientali, sociali e storici, con una proposta eclettica di opere che hanno come costante e sfondo i paesaggi montani, esotici o estremi. Oltre al programma cinematografico, il festival propone anche incontri, mostre, spettacoli e “MontagnaLibri”, rassegna internazionale dell’editoria di montagna, punto di riferimento per il mercato editoriale del settore.” Così recita il sito ufficiale del 56° Trento Film Festival che si svolgerà a Trento dal 26 aprile al 4 maggio.
 
L’alpinismo e gli sport dell'avventura non mancheranno nel programma di questa 56° edizione di Trentofilmfestival, più di un terzo delle opere in concorso affrontano i temi dell’alpinismo e dello sport dell’avventura, tra cui vale la pena di ricordare una ricostruzione della drammatica ascensione alla parete nord dell'Eiger del 1936 da parte di Toni Kurz e il ritratto dell'alpinista Catherine Destivelle realizzato con spettacolari riprese sulle cime del Gruppo del Monte Bianco.
Ad appuntamenti con temi difficili come la morte in montagna in film che rievocano la tragedia del 1996 sull’Everest o che cercano di far riflettere sul prezzo che si deve, a volte pagare, pur di realizzare una conquista, fanno da contraltare l’impegno di un gruppo di giovani nepalesi non vedenti nel compiere alcune ascensioni attorno all’Everest o documentari sulla storia dello sci estremo con interviste a molti protagonisti o videoclip e filmati in cui l’adrenalina dettata dall’azione, dalle discese di canyoning, dai voli in parapendio, dalle discese in snowboard, si respira a pieni polmoni. Grande spazio hanno pure tematiche di ampio respiro che affrontano i temi dell’inquinamento che colpisce anche le zone più incontaminate dell’Artico e la devastazione ambientale che si sta concretizzando negli immensi spazi ad ovest delle Montagne Rocciose dove l’industria petrolifera, grazie alla compiacente amministrazione Bush, sta letteralmente cambiando il paesaggio di intere aree. Non mancano nemmeno le tematiche naturalistiche con un film in cui l’orso, simbolo del Festival di quest’anno, ne è il protagonista e che si spera possa aprire un’ampia discussione, aperta ad opinioni diverse, sulla questione della convivenza tra l’uomo contemporaneo e la natura selvaggia.
Non ci si può dimenticare dell’importante evento sportivo legato al Trentofilmfestival: la tappa della Coppa del Mondo di arrampicata – velocità, domenica 27 aprile, in Piazza Duomo. Uno spettacolo sportivo che vuole animare il centro di Trento ed a cui parteciperanno i migliori specialisti di questa disciplina. Infine non si possono scordare le tre serate alpinistiche di domenica 27 aprile che vedrà Pietro Dal Prà, polivalente alpinista vicentino condurre una serata sull’Alpinismo in solitaria con ospiti d’eccezione quali Silvia Vidal alpinista catalana specialista di solitarie sulle grandi big wall himalayane, Hansjörg Auer e Rossano Libera. La seconda serata, giovedì 1 maggio, sarà condotta da Simone Moro ed è dedicata all’Alpinismo russo anche qui gli ospiti saranno d’eccezione mentre venerdì 2 maggio, Pietro Crivellaro ci farà conoscere meglio un grande alpinista francese Pierre Mazeaud.
 
Maggiori notizie sul sito ufficiale: www.trentofestival.it
 
martedì, 22 aprile 2008

LA FOLLIA FA NOVANTA ovvero SCEMI DI GUERRA

postato da mauromazzetti alle 10:14 in cultura
In tutte le guerre esistono quelli che – con eufemismo – sono chiamati “danni collaterali”.
Anche la c.d. grande guerra ha avuto i suoi danni collaterali, silenziosi e mai usciti allo scoperto.
Oggi, a novant’anni esatti dalla fine della guerra 15/18, vengono esplorati campi di battaglia ben diversi da quelli usuali e consueti.
Vince il disagio mentale di combattenti per forza e non per scelta, costretti a vivere la guerra di trincea senza “attrezzatura” psicologica, carichi e gravidi di pastoie impalpabili ma costrittive. Nelle retrovie affluiscono così malati incapaci di muoversi, di ricordare, di comunicare. La psichiatra è impreparata e rapidamente si trasforma in un braccio disciplinare dell’esercito: i medici devono restituire velocemente gli uomini al servizio militare, preoccupandosi solo di soffocare i sintomi. Si diffonde ovunque l’utilizzo di terapie dolorose, in primo luogo il trattamento con la corrente.
Grazie ad un documentario, che sarà in onda sul canale 407 di SKY alle ore 21.00 del 25 aprile (coincidenza? lungimiranza? buco nel palinsesto? sempre di liberazione si tratta), verrà presentata non la grande guerra, bensì la strana guerra.
Grazie ad un lungo lavoro sui campi di battaglia da parte degli autori, durato due anni, e poi di ricerca condotto nei principali archivi audiovisivi italiani ed europei, il documentario porta alla luce le terribili immagini dei filmati scientifici girati dagli psichiatri nelle cliniche: sequenze scioccanti e rare che ritraggono soldati seminudi costretti a vagare nei cortili, nei corridoi degli ospedali e filmati delle sedute di applicazione della corrente.
Per ulteriori informazioni ed approfondimenti, rimandiamo qui.
link al post | commenti | categoria cultura
mercoledì, 02 aprile 2008

THE SAD SMOKY MOUNTAINS

postato da intrablog alle 12:00 in cultura
Pro Scriptum x blogger by un semprepresenteseppurassente intrablog: intraisass3 [versione blog] è quasi pronto per la stampa! Presentazione e riunione ufficiale blogger a Malga Sorgazza - LAGORAI (la data sarà comunicata nei prossimi giorni)
 
Cervino SMoKy by foto Carlo Paschetto - Grafica LorenzoLivioSgrevaTHE SAD SMOKY MOUNTAINS
UN’AZIONE CIVILE E UN’OPERA D’ARTE
Cari amici & blogger di Intraisass e Intotherocks,
 
la settimana scorsa, uscendo dallo studio del Prof. Antonio Papisca, luminare di Diritto Internazionale presso il Centro Diritti Umani di Padova [Cattedra UNESCO Diritti Umani, Democrazia e Pace], mi sono detto: «coraggio, bisogna agire, le idee in apparenza folli devono diventare realtà». Poco prima, durante l’esposizione della mia strategia per la Conferenza Nazionale Unesco a favore della mia città, Vicenza, il professore, edotto sulla mia passione per le montagne e per l’esplorazione, soffermandoci sull’insostenibile situazione in Tibet, mi disse: «Non dobbiamo lasciare da solo il Dalai Lama. Ha dimostrato grande coerenza morale in questi giorni». Non c’è dubbio, dissi io e quasi con prudenza che anticipa l’audacia, gli rivelai: «a dire il vero avrei escogitato un’altra opera civile sullo stile della precedente». Così a freddo – si tratta, come subito noterete, di una cosa calda, che accende – spinto dalla sua disponibilità, direi entusiasmo, nei confronti delle mie azioni, lanciai, come un dardo che non sa cosa va a centrare, il titolo del nuovo progetto: “The Sad Smoky Mountains”. Credo centrai il cuore.
Eccomi quindi a voi, amici alpinisti e non solo. L’idea che vi sottoporrò è una cosa molto semplice e di facile ideazione, accessibile a tutti. Tuttavia l’idea sola non basta. Ha bisogno di una forma organica che possa darle integrità e continuità, e magari anche una liberatoria nei confronti di chi è scettico o contrario alle azioni civili. L’idea deve insomma diventare un’opera d’arte, come accadde nella mia “precedente” opera-azione accennata prima [vedi The Wandering Cemetery e portfolio immagini conseguenti], dove feci scendere, di notte, 400 croci bianche dagli altipiani veneti, un cimitero vagante simbolo delle decine di migliaia di caduti nelle guerre che venivano a visitare la città per vedere come agiscono i vivi. L’opera diede una bella scossa alla città di Vicenza e alle sue male vicissitudini, dando inizio a un percorso – tra cui la Biennale di Venezia - che porterà prossimamente alla Conferenza Nazionale Unesco per Vicenza.

Questa è in sintesi la nuova idea: «accendere il cuore infranto delle montagne e degli uomini con il colore della vergogna-tristezza-indignazione e offrire alimento per chi resiste».

So
tto faccio seguire lo sviluppo organico, la forma concettuale che trasforma l’idea in arte, in un’azione che possa durare e non disperdersi inutilmente. Tecnicamente quest’azione è meno difficile della precedente, anche se non posso ancora prevedere gli sviluppi, probabilmente superiori. Gli amici miei sono molti, moltissimi, specie tra gli alpinisti. Faccio appello a loro e alla serietà [velata sicuramente di “sana follia”] che mi riconoscono.

Io – con un gruppo che già si sta formando – nei primi di maggio, mentre sarà violato l’Everest, salirò il Cervino. Le altre montagne – e chi combatte per la libertà e la dignità dei popoli che le abitano – saranno lì ad aspettare.
Vediamo come va. Time will tell. Abbracci.
albertoperuffo
PS sito WEB dedicato a THE SAD SMOKY MOUNTAINS con versione inglese a seguire in tempi brevissimi...
 
  
26/03/2008 >> Progetto dell’opera
____________________________
 
ALPINISTI DI TUTTO IL MONDO UNITEVI
– reali o virtuali, di azione o di pensiero –
THE SAD SMOKY MOUNTAINS & skyscrapers
accensione, mediante simboli e pensieri, del cuore infranto delle montagne e di chi le percorre
a land living sculpture_una scultura socioambientale
concepita e diretta da Alberto Peruffo
 
[All over the world in prossimità dell’arrivo della fiaccola olimpica sulla cima
del Monte Everest
 + il giorno dell’inaugurazione delle Olimpiadi di Pechino]
 
 
 
Sintesi narrativa dell’opera
L’uomo ha perso il controllo su se stesso e su ciò che lui chiama natura. I governanti del mondo alimentano la fiaccola olimpica dell’ipocrisia. Uno stuolo incontrollabile di uomini e montagne accendono menti e cuori per tracciare in cielo una rete di segnali visibili in lontananza, una rete ingovernabile di indignazione, tristezza e ribellione contro la quotidiana violazione dei diritti fondamentali. Ciò che resta dell’uomo che non ha rispetto per l’altro da sé, sia esso un suo simile o una natura piegata senza rimedio, è fumo. Evanescenza colore del sangue versato, vergogna per chi ha sempre taciuto. Alimento per chi vuole resistere.
 
Prima accensione
Alle ore 13.00 l.t.(local time), una mattina di cielo limpido e poco ventoso della prima decina di maggio 2008 (periodo previsto del passaggio della fiaccola olimpica sul Monte Everest) sulle montagne simbolo dell’alpinismo, specie nelle Alpi, quali Monte Bianco, Monte Rosa, Cervino, Monviso, etc. (non ci sono limiti, né geografici né di altitudine, ma si cercherà di concentrare le forze sulle cime più importanti, alpine e, se lo si vorrà, extra-alpine, non disdegnando tuttavia chi sceglie cime minori).
 
Seconda accensione
Come sopra, esteso alle città, in ogni dove. Alle ore 13.00 l.t., la mattina dell’8 agosto 2008, giorno dell’inaugurazione delle Olimpiadi di Pechino, su tutte le cime di montagne, colline o rilievi importanti dal punto di vista panoramico, compreso costruzioni artificiali, come grattacieli et similia.
 
Modalità esecuzione opera
Diversamente dalla rete di reti che si riunisce in un solo punto applicata all’opera The Wandering Cemetery, The Sad Smoky Mountains prevede una rete di reti che si sviluppa in senso diffuso e non controllabile (quasi a contrastare ciò che si vuole combattere), una rete senza confini e applicabile ovunque. La modalità di esecuzione punto per punto della rete è estremamente semplice e si realizza con mezzi economici. Prevede, a parte lo zaino e tutta l’attrezzatura necessaria per salire ciò che si vuole salire e riportare a valle ciò che si è inevitabilmente consumato, i seguenti 4 elementi fondamentali:
 
1 buon paio di gambe :-[ applicate ad una testa pensante ]-: per chi salirà le montagne :-[ meglio agire in compagnia, con un gruppo di amici, sia per l’effetto d’insieme dell’accensione sia per la sicurezza delle cordate ]-:
1 set di fumogeni SMOKE 2 o SMOKE 3 di colore rosso reperibile in qualsiasi punto vendita dedito al mare, o armerie, cartolerie, ferramenta, etc. Il costo varia da 1,5 a 10 euro al fumogeno. Si consiglia di acquistarne almeno un paio a persona (una cinquina nel caso si trovasse il fumogeno di tipo più piccolo, SMOKE 1 o altri a miccia, i quali vanno accesi tutti insieme per creare un effetto consistente) e si fa obbligo di riportare a valle gli involucri che racchiudono la miscela naturale di nitrato di potassio e zucchero (miscela con cui si costruiscono i fumogeni).
1 apparecchio fotografico o una telecamera digitale per documentare l’accensione/ascensione.
1 orologio sincronizzato con l’ora legale (local time).
 
Per la prima accensione, al giorno stabilito da un centro di elaborazioni dati – riassumibile in una regia strettamente a contatto con un centro meteorologico e l’evoluzione degli eventi in Tibet, lungo la Cresta Nord dell’Everest – si accenderanno sulle cime delle montagne, in contemporanea (se possibile, ma non necessariamente), i fumogeni, cercando di catturare le immagini non solo della propria accensione, ma anche di quelle visibili in lontananza.
 
Per la seconda accensione, a prescindere dalle condizioni atmosferiche, si procederà come sopra nel giorno ufficiale dell’inaugurazione olimpica.
 
Come centro di raccolta dati, nonché delle coperture montane e cittadine, sarà a disposizione il sito www.sadsmokymountains.net con referenti di zona. Le accensioni saranno coordinate per aree geografiche e relativi local time (l.t.)
 
Scopo dichiarato dell’opera
- In un’epoca di crescenti soprusi e insostenibili ipocrisie, come quelle emerse dalle incombenti Olimpiadi di Pechino, dove si violano i diritti fondamentali del popolo tibetano o si irretisce la più alta montagna della Terra soggiogandola alle esigenze del gioco commerciale, olimpico, divenuto gioco perverso, simbolo non più di libertà e finitezza, ma di onnipotenza e autocompiacimento, di ciò che si può creare all’interno di un circuito costruito per il piacere e la gloria dell’uomo, spesso violando i limiti stessi della natura umana o manipolando le condizioni naturali in cui agiamo, costruendoci false libertà;
- in un epoca di grande fumo negli occhi dei governanti del mondo e di chi li ha voluti al potere;
- nei giorni dell’imminente celebrazione olimpica
si vuole lanciare un segnale di allarme agli uomini di buona volontà, un segnale di sostegno alle persone che combattono quotidianamente per i diritti fondamentali dell’uomo e dell’inalienabile suo ambiente, un segno di solidarietà a leader coraggiosi quali il Dalai Lama la cui dirittura e lungimiranza dovrebbero essere guida ed esempio per contrastare la devastante oscurità creata dalla negligenza morale di decine, centinaia di politici, uomini di potere e intellettuali senza dignità e senza scrupolo che credono, o pretendono, di essere padroni invincibili del nostro destino, il loro ultimo prodotto mercificabile.
 
Invito all’opera
Gentili amiche ed amici,
cosa vi si chiede di fare può sembrare ancora una volta folle o di troppa effimera natura per avere effetti artistici e civili determinanti per lo scopo che noi tutti, autori e co-autori, ci prefiggiamo di raggiungere: lasciare un segno rosso nel cielo per esprimere il nostro dissenso contro i soprusi e le ipocrisie del nostro tempo. Un segno simbolicamente eruttato dalla Terra, dalle montagne, dalle nostre coscienze nel momento in cui si sta per accendere una fiamma olimpica che al posto di garantire gli alti principi a cui essa si ispira, riflette tragicamente le grandi contraddizioni della nostra epoca, diventata un mercato dove tutto si vende, perfino il destino dell’uomo e dell’ambiente in cui esso oramai miseramente vive. Sembra quasi che la fiamma olimpica che passerà sulla Cima dell’Everest sia destinata ad essere convogliata dentro le viscere della terra, metabolizzata, rifiutata e rigurgitata sotto diversa forma sulle altre montagne del mondo (siano esse reali o artificiali, picchi rocciosi o coscienze assopite) per tingere il cielo con il colore del sangue, della vergogna, della tristezza e in ultima analisi, della ribellione, il nostro individuale atto di dissenso che nessuno può controllare perché è singolo e inafferrabile. Se i governi, le commissioni, le squadre, gli atleti tacciono di fronte agli inaccettabili fatti di questi giorni in Tibet, per non parlare di quelli occultati in altre parti del mondo, “Occidente civile” compreso, lo facciano pure; noi non ci abbasseremo alle compiacenze della politica e dell’economia, parleremo con un semplice gesto visibile in lontananza e che ognuno di noi può fare senza troppa fatica e senza essere in alcun modo toccato perché nessun danno e nessuna violenza useremo contro alcuno. La nostra unica arma sarà l’arte, la creatività libera e documentabile, una rete di reti che si passerà informazioni, immagini, documenti per costruire un’opera d’arte il cui scopo civile è superiore ad ogni altro scopo, una scultura sociale fatta sul paesaggio per rimarcare l’indissolubile alleanza tra l’uomo e l’ambiente, tra l’uomo e l’altro da sé, sia esso paesaggio animale-vegetale-minerale o un suo simile, un se stesso riflesso sull’altro e la cui violazione proclama la morte di entrambi.
 
Cari amici, vi aspetto tutti sulle cime delle montagne, accendiamo il coraggio e l’indignazione che c’è in noi!
 
Namasté.
Tashi delek.
Assalamu-alaikum.
La pace sia con voi.
 
Alberto Peruffo, Montecchio Maggiore, Vicenza, Italy
 
Prodotto da: Fattoria Artistica Antersass e IntoTheRocks + Intraisass + FRONTEdellaCULTURA Communities
Foto di Carlo Paschetto [www.orizzontintorno.com]
link al post | commenti (33) | categoria cultura
venerdì, 28 dicembre 2007

AUGURI & FRAMMENTI

FRONTE DELLA CULTURA di Alberto Peruffocari amici & bloggerS
> dopo gli ultimi post resto sempre + meravigliato di questa nostra creatura
> nessuna deriva
> ma, per usare parole + grandi di noi, la sub_limazione di ogni direzione
> sub_terraneo, anche se non sembra, io ci sono, seduto in disparte ad osservare i colpi di coda a cui sottoponete il timone della nostra blog-nave con i vostri imprevedibili, e a volte straordinari, contributi [quali altitudini il tuo ultimo, Luca!]
> grazie a voi tutti
> il 2008 sarà ricco di assenze-presenze
> questa è la nostra magia
> nessuna im-posizione
> bensì comunione
> libera e indeterminata
> come la nostra riunione
> presto ci ritroveremo
> io ritornerò [così scriveva il Galinòt pensando alla madre di tutte le cascate sul libro che più di ogni altro è stato il mio libro]
> in vece
> a breve uscirà l'INTRAISASSblog cartaceo, l'evoluzione delle precedenti edizioni
> sarà qualcosa di forte
> in fatti
> NIENTE E' COME SEMBRA, a cominciare dal primo appuntamento della nuova edizione di A UN PASSO DAL CONFINE
> con Franco Battiato e l'intrablog a fronteggiarsi sul palco per parlare di arte, cinema e impegno civile
> il primo febbraio
> io, pur troppo, continuo a costruire reti
> il
FRONTE DELLA CULTURA è nato da poco
> e già un altro anno sta per iniziare
> nessun programma
> solo progetti e determinazione nel portarli a termine
> a presto
> vi abbraccio, fluente
< albertoperuffo
venerdì, 21 settembre 2007

ALLEGORIA DEL TENER DURO

postato da melanialunazzi alle 19:06 in cultura, varia

Hands di ANDRES SERRANOLa copertina del Giornale dell'arte - il notiziario più informato sul settore dell'arte e dei beni culturali in Italia - ha inserito nella prima pagina del numero di settembre la fotografia della mano di un climber che tiene un appiglio (artificiale). Si tratta di un'opera di Andres Serrano - il cinquantasettenne artista-fotografo di origini sudamericane, residente a New York - della serie Hands, dal titolo Chris Sharma. Serrano, artista estremo e maledetto, è salito alla ribalta delle cronache per lo scandalo suscitato con la sua opera Piss Christ - il crocifisso immerso nell'urina. I suoi soggetti sono quasi sempre duri da digerire, basti pensare all'impiego di vari liquidi organici o alla serie di immagini scattate ai cadaveri dell'obitorio. Bellezza e amore per la vita, sono - contrariamente a quanto si possa pensare - i fondamenti della sua ricerca. In questo caso l'immagine è stata adottata dal mensile torinese come allegoria del tener duro, alla riapertura delle contrattazioni della "borsa dell'arte" della prima edizione della fiera di Shangai ShContemporary.

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mercoledì, 19 settembre 2007

LE GIORNATE DI ALLEGHE

postato da intrablog alle 17:32 in cultura, incontri e manifestazioni
REPORTAGE DI PAOLA LUGO [nostro inviato]

CIMG5108Grazie Paola (Favero), grazie Manrico (Dell’Agnola) grazie Valter (Bellenzier), organizzatori assieme al Comune di Alleghe de “Gli artisti lavorano senza rete”, la manifestazione per il 50 anniversario della salita della via Philipp-Flamm.
Perché tre giorni come quelli appena trascorsi ad Alleghe e al rifugio Tissi sono un raro regalo che chi era presente non dimenticherà tanto facilmente. E sono anche la dimostrazione di come l’alpinismo, quello vero, non solo non è morto, ma sta ancora bene, anzi benissimo, e continua a raccontare grandi storie, ad incantarci con i sogni dell’impossibile, a suggerirci linee di fantasia e libertà.
Di fronte a una sala gremita all’inverosimile la sera del venerdì 7 settembre Manrico ha raccontato la storia del Philipp attraverso alcune tappe fondamentali: l’apertura da parte dei due giovanissimi austriaci nel 1957; la prima solitaria nel 69 di Messner; la prima mitica invernale da parte dei fratelli Rusconi, con gli inseparabili Crivella, Tessari e Fabbrica, nel 73; la prima invernale in giornata di Renato Panciera e Mauro Valmassoi nell'88; la prima solitaria invernale del grande “Mass” nel 89; per concludere con la solitaria free dello stesso Manrico in 2 ore e quaranta e con il concatenamento del Philipp con la Solleder in giornata sempre di Manrico con Alcide Prati.
E per ricordarci cosa significa salire una parete in inverno la serata si conclusa con il film di Gianni Rusconi “Gli anni dei lunghi inverni”, dove le straordinarie immagini girate in condizioni proibitive testimoniano un alpinismo fatto di sofferenza e determinazione, di spirito di gruppo e grandi capacità organizzative, ma soprattutto testimoniano una amicizia formidabile che ha resistito a prove durissime e al passare degli anni. Come hanno commentato i protagonisti, presenti in sala e chiamati sul palco, “l’importante era dopo potere cantare tutti insieme”. Dalla salita del 73 all’impresa di Panciera e Valmassoi sono passati “solo” quindici anni, ma sono gli anni più straordinari, forse, della storia dell’alpinismo, gli anni delle scarpette e della magnesite, del mito della leggerezza e della velocità. Dove la sicurezza non è più affidata ai sacchi di materiale faticosamente trasportati lungo la parete, ma al sapere portare sulla grande montagna gli insegnamenti della falesia. Le pacate parole di Renato Panciera sull’importanza della preparazione fisica (“bisogna avere il grado”) e mentale, dovrebbero chiudere una volta per sempre la sterile e inutile polemica di chi si ostina a vedere ancora irrimediabilmente contrapposti ed antagonisti l’arrampicata sportiva e l’alpinismo.
Trovo impossibile “raccontare” la giornata trascorsa al Rifugio Tissi “a fare filò”, come annunciava il programma: credo che le ore trascorse davanti alla Nord-Ovest lentamente illuminata dal sole , bevendo ombre e birra, ad ascoltare Paolo Leoni, Mariano Frizzera, Sergio Martini, Renato Panciera, Giacomo Albiero, Pierino Radin, Cristoph Hainz, Domenico Bellenzier, Alessandro Gogna, Armando Aste, Marco Anghileri, Dario Spreafico, Claudio Moretto , Rosy Buffa, Ignazio Piussi, Sonia Livanos, Giovanni Rusconi e i quattro amici di Valmadrera (che nel rispetto della tradizione hanno cantato fino a sera), Manrico Dell’Agnola, Bonafede, Menegus, Valmassoi, Prati e i giovanissimi Alessandro Baù, Alessandro Beber, Enrico Marini, Nico Rizzotto e tanti altri, mentre chiacchieravano della “loro parete” tracciando col dito itinerari conosciuti o possibili, abbiano insegnato ai presenti molte più cose sulla infinita vitalità dell’alpinismo di centinaia di inutili convegni e di soporiferi dibattiti.
Io credo da sempre, e le tre giornate appena passate sono una grande conferma, che sia impossibile parlare di alpinismo senza gli alpinisti (così come è impossibile e dannoso parlare di salvaguardia delle Alpi senza ascoltare i montanari che ci vivono). Le montagne offrono infinite possibilità a chi ha ancora la fantasia necessaria: e riprendendo lo splendido intervento di Messner all’incontro di domenica pomeriggio, non solo agli alpinisti, ma le offrono anche a chi vuole continuare a vivere in montagna, perché un’economia rispettosa dell’ambiente è possibile, e l’alpinismo può essere una grande risorsa. Occorrono però politici attenti e che ogni tanto escano dagli uffici e vadano perdersi in giro per le valli: forse avremo meno discorsi imbarazzanti come quello di un certo assessore (davvero difficile riuscire a fare tante gaffes in così poco tempo) e qualche risultato in più.
 
Il momento più bello? Ignazio Piussi e Sonia Livanos insieme sul palco a ringraziare gli organizzatori e la Civetta. Credo che siamo stati in tanti ad avere gli occhi un po’ umidi.

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Didascalie e foto ingrandite in GALLERIA
lunedì, 03 settembre 2007

SETTEMBRE DI IMPEGNO E PASSIONE

MANIFESTO THE WANDERING CEMETERY SETTEMBRE 2007cari amici, September's here again.
Mesi fa, a pensare a questa affermazione tratta da una delle canzoni must di 20milapiedisoprailmare, il giorno che sarebbe divenuta di nuovo reale, lo confesso senza nascondermi dietro ad apparenti invulnerabilità, mi veniva quasi male. Tante cose irreversibili avevo mosso. Molte cose sarebbero dovute capitare, sia intrablog che extrablog, le quali tutte avrebbero dissanguato, molti si chiedono se non definitivamente, le risorse psichiche-fisiche-economiche dello scrivente. E settembre è capitato di nuovo.
Che dire? Nei primi giorni, oggi è il 3, sono ancora vivo, seppure esangue ma deciso a non desistere. Sì, resistere. Resistere è una buona parola, un bel verbo, e quando studiavo filosofia, non so perché, era un verbo che mi piaceva e l'associavo spesso alla parte etica dell'esistenza. Bisogna resistere prima di esistere. Prima viene l'etica, poi l'estetica. Anche in montagna, pensavo.
Ma iniziamo per ordine e colleghiamo per pertinenza al nostro blog i fatti di questo settembre acceso di sangue (immagine a cui consegno la passione disinteressata e i colori dei manifesti che presto vedrete) versato per le cose in cui crediamo e per le quali il dubbio della nostra sopravvivenza resta sempre ai livelli di massima attenzione.

LA VALLE DI OGNI DOVE di Davide SapienzaPer intanto, dal 1° di questo intensissimo mese è iniziato il nuovo viaggio editoriale/letterario del nostro
Davide Sapienza. Da oggi si trova in libreria il suo ultimo lavoro, LA VALLE DI OGNI DOVE (tra le righe, anche la straordinaria Cristina Donà, sua compagna, ha appena dato alla luce LA QUINTA STAGIONE). Dove esso porti, è ancora prematuro dirlo. Noi lo stiamo seguendo con grande partecipazione. Sappiamo, per privilegio di anteprima, che questo suo nuovo importante romanzo porterà anche tra luoghi non solo immaginari e metaforici, ma offrirà flash di luoghi reali, alcuni di questi a noi cari. Confido di aver letto con sincera emozione le pagine del Monte Ortigara sull'Atipiano di Asiago, lo stesso luogo di partenza della nostra ultima opera [THE WANDERING CEMETERY]. Proprio per meglio capire il viaggio di Davide abbiamo deciso di percorrere una parte del cammino insieme e si pensava per il 21 di ottobre di farlo approdare proprio tra le nostre montagne e magari nello stesso weekend organizzare la tanto attesa riunione tra i blogger[s]. Che ne dite?
Quasi fosse premeditato, se si considera che il soggetto vaga senza metà e prende spunto dagli Altipiani, lo stesso giorno in cui Davide presentava ufficialmente il suo libro nel bergamasco, noi inauguravamo l'installazione e il video finale della nostra opera THE WANDERING CEMETERY alla Biennale di Venezia. Davvero esangui ne siamo usciti. Non tanto per raggiungere il buon esito sperato e poi avuto (abbiamo installato il video creando una camera oscura tra dei container...), ma per le conseguenze. L'opera non solo riscuote (consensi e dissensi), ma soprattutto scuote nel profondo chi la sta vedendo.

FRAME VIDEO apparizione del 9 giugno 2007 THE WANDERING CEMETERYCosì, già nel presentarla, c'è chi la vuole far rivivere di qua e o di là. Nel frattempo, in modo indipendente - attenzione al carico laterale in arrivo - ma che l'autore ha deciso di associare alla prima azione, è nata l'istanza
VICENZA OUT OF UNESCO, un documento che ha richiesto e richiederà energie psicofisiche notevoli. Insomma, se volete leggervi dove riapparirà l'OPERA (di nuovo a Venezia... e al NO DAL MOLIN FESTIVAL) , l'istanza UNESCO e modi e tempi del corto circuito tra i due, non esitate a entrare nella pagina dedicata o a seguire i link sopra indicati. Per chi ben naviga all'interno dei numerosi documenti, troverà anche qualche traccia sulla montagna e sulla sua importanza nella nascita del progetto, progetto nato da un autore che è nel cuore, nelle gambe e nella mente ancora un alpinista, se per alpinista s'intende colui che attraversa la problematicità di un monte per poter vivere una libertà concreta. Sabato a Venezia ho detto parlando della MONTAGNA e della città: «La montagna da cui simbolicamente siamo partiti per approdare in città, è la sede remota e intatta dei nostri pensieri. E’ la foresta di umanità sepolta e creduta morta pronta a risvegliarsi quando le condizioni della città diventano estreme e non rispettano più il sacrificio dei molti, uomini e pensieri che hanno dato la vita per costruire la memoria di una civiltà. Quale imbarazzo, turbamento, quasi fosse una perturbazione grigia e foriera di cattivi pensieri, ha provato il centro della città nel vedere scendere le reliquie dei propri morti?!». Insomma, l'alpinismo, nella sua accezione più larga e suggestiva, scende in città. Chi avrà l'occasione di vedere il video capirà.
Un caro saluto
albertoperuffo

lunedì, 27 agosto 2007

ALLEGHE: CELEBRAZIONE DELLA CIVETTA

CIVETTA di Paola Faverogentili amici,
un'altra comunicazione a blog unificati, prima di ripartire a pieno regime con settembre e approfittando della vacanza di Carlo Caccia su intotherocks. Oggi vogliamo fare un duplice omaggio: a una delle pareti che amiamo di più, la NW della Civetta; a una delle rare donne alpiniste che ha solcato quella grande parete, non solo con la forza e l'intelligenza delle mani e dei piedi, ma soprattutto con la sensibilità di chi sa raccogliere, raccontare e vivere le storie e la storia. Lei è Paola Favero, nostra cara amica e potenziale blogger se solo avesse più facile accesso alla rete; lui [quello che vedete nell'immagine], è il suo ultimo lavoro
. Monumentale.
Il Cinquantenario del Diedro Philipp-Flamm e CIVETTA - Tra le pieghe della parete saranno i protagonisti dell'interessantissimo secondo fine settimana di settembre ad Alleghe. Ecco il programma dettagliato. Lo seguiremo da vicino con qualcuno dei nostri blogger come invi[t]ato speciale. E se tutto va per il meglio, non è escluso che faremo una super serata evento a Vicenza con tutti i protagonisti del libro, organizzata da noi.

PROGRAMMA 50° ANNIVERSARIO DELL’APERTURA DEL DIEDRO PHILIPP-FLAMM ALLA PARETE NORD-OVEST DEL MONTE CIVETTA

Venerdì 07.09.2007
c/o il CENTRO CONGRESSI DI ALLEGHE – PIAZZALE STADIO DEL GHIACCIO
Ore 20,00 saluti Autorità
Ore 20,30 “il diedro Philipp – Flamm storia e personaggi della via che ha aperto un’epoca” condotto da Manrico DELL’AGNOLA con la partecipazione dei protagonisti. Di seguito verrà proiettato il filmato: Pareti d’inverno di G. Rusconi.

Sabato 08.09.2007
c/o il RIFUGIO TISSI
Salita al rifugio TISSI (a piedi oppure a mezzo elicottero con partenza dai Piani di Pezzè)
Ore 14,00 Filò con gli alpinisti attorno al “larin” del TISSI – (per chi lo desideri è possibile prenotare il pernottamento c/o il Rifugio TISSI – COLDAI - VAZZOLER all’Ufficio Turistico di Alleghe tel. 0437/523333 e-mail alleghe@infodolomiti.it)

Domenica 09.09.2007
Ore 12,30 pranzo a prezzo convenzionato presso l’HOTEL COLDAI di ALLEGHE
A SEGUITO c/o CENTRO CONGRESSI DI ALLEGHE – PIAZZALE STADIO DEL GHIACCIO
Ore 16,00 consegna riconoscimenti ricordo agli alpinisti presenti. Seguirà presentazione del libro CIVETTA TRA LE PIEGHE DELLA PARETE di Paola FAVERO con il musicista Nelso SALTON e l’attore Primo ZANCAN
Ore 17,30 tavola rotonda “NORD OVEST OGGI” la grande parete tra storia ed evoluzione con la partecipazione degli alpinisti presenti
Ore 21,00 serata di diapositive realizzate e presentate da Christoph Hainz dal titolo:
DOLOMITI – ROCCIA, GHIACCIO E NEVE
PARETE NORD DELL’EIGER IN SOLITARIA

martedì, 31 luglio 2007

ORME DI NORD SULLA PRESOLANA

postato da davidesapienza alle 17:28 in cultura, alpinismo

Non solo non sono che un semplice escursionista che a volte "rampa" per roccette, un attraversatore su e giù per la terra, ma devo anche dire che questa posizione dentro Intraisass riesce a non intimidirmi quando leggo delle bellissime e romantiche imprese alpinistiche dalle Alpi al Mondo nel nostro splendido blog. Però oggi sorrido - così: eh eh eh - perché posso finalmente trovare una chiave per presentarvi La Presolana. Essa mi guarda ogni mattina quando vado in cucina a preparare il caffé. Essa mi spiega come sarà la giornata che arrivo. Io qui a 650 metri di quota, lei lassù a 2500 metri (e rotti) con le sue tre cime principali, chiuse a est dal Visolo (2368 metri, o rotti...).

Diffusamente ho spremuto succo di cielo, prati, boschi e calcare prealpino ne I Diari di Rubha Hunish, tre anni fa e allora questa volta ecco perché, come dicevo più sopra - abbiate pazienza un attimo - oggi sono felice di parlarvi di un progetto nato per aggregazione spontanea e lunghezze d'onda orobiche tra alpinisti bergamaschi. L'idea viene da Maurizio Panseri, alpinista e vasto conoscitore di emozioni montane: alpinista capace di amare talmente la Sud e la Nord di questa montagna meraviglia da aver pensato di far vedere un vecchio filmato ad Alberto Valtellina. Il filmato era un ricordo amatoriale di una difficile nuova via - ripetuta pochissime volte dal 1978 - sulla Nord della Presolana.

Tra questi alpinisti di Colere, paese situato al displuvio della Presolana Nord e principalmente conosciuto per gli impianti sciistici dai turisti ma per gli accessi alla suddetta maestosa Nord (a Colere ho fatto la festa del mio matrimonio, sotto una splendida nevicata di aprile...), c'era il compianto Livo Piantoni, scomparso nel 1981. Il filmato é stato mostrato da Roby Piantoni, trentenne guida alpina scalvina, salitore dell'Everest senza ossigeno nel 2006 e figlio sincero di una terra splendida - la Valle di Scalve (www.scalve.it) appunto.

Roby mostra il video a Maurizio Panseri che grazie al volano del suo vorticoso sito Orme (www.orme.tv) decide di girare "qualcosa" che diventerà un film documentario sulle "Facce da Nord": nord come la parete, nord come gli scalvini di Colere, paese dove il sole non batte per tutto l'inverno, nord come il taciturno modo di essere degli abitanti di montagna, nord come "idea". Non voglio rovinarvi il gusto, fatevi un regalo, cliccate qui e se volete, siete tutti invitati a trovarci tra Cima Verde e Cima Bianca nel prossimo weekend e in quello dopo ancora... C'é molto movimento da queste parti. Ne vedremo di belle, bizzarre, e molto Nord Coleresi ...  www.orme.tv/presolana/pro.html

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