Cari amici di Intraisass, so bene che non è nel suo stile farsi pubblicità, ma per dovere di cronaca vi informo che martedì 3 maggio alle 21, presso la sede dell'Uoei-Gruppo Gamma in corso Promessi Sposi 23/N a Lecco, è in programma un incontro con l'Orso delle Pale. Un appuntamento da non perdere con questa singolare creatura, che ama nascondersi in valli remote alla ricerca delle proprie prede. E, quando ne scopre una, non c'è verso che la molli: la cura, la tiene d'occhio e al momento opportuno sferra l'attacco decisivo. L'Orso delle Pale si presenta alto, imponente, con (non sempre) lunghi capelli e barba e si esprime con inconfondibile accento... bergamasco! È uno degli ultimi esemplari di una classe in via di estinzione (e in realtà mai troppo diffusa): anzi, è un "fuori-classe" che non ama star dentro, che preferisce quella solitudine "che sgomenta" ma che poi amplifica le sue forze e lo rende invincibile. Insomma: l'Orso delle Pale è tutto da conoscere. Ed ha approfittato del can can trentino di questi giorni per mostrarsi in pubblico, forse nella speranza di ritrovarsi ancora una volta solo o con pochi amici. L'invito, per una volta, è quindi quello di far di tutto per mettergli i bastoni tra le ruote - pardon, tra le zampe - ed intervenire numerosi. Forse, alla fine, sarà contento anche lui. Un'ultima cosa: durante la serata sarà proiettata una serie di diapositive che racconta le sue gesta, tra cui (e riveliamo con esattezza la sua identità!) la prima ripetizione della Via dei Bellunesi sul pilastro sud-ovest dello Spiz di Lagunaz. Arrivederci a Lecco.
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Carissimi bambini,
come vedete questa mia lettera è proprio tutta per voi e sarà scritta in modo che dovrete indovinare la città di dove e scritta. Al mio ritorno vi sarà un premio per chi avrà indovinato.
Anzitutto però vi dico che sto benissimo in salute in questa bella città di origine romana, circondata da tanti monti ricchi di colori, di boschi, di prati. Un poco più lontano si ergono al cielo delle massicce guglie di roccia, e non molto distante un'altra catena di monti che ogni tanto prende un colore caratteristico dal quale ha preso il nome... sto dicendovi troppo, è vero, vi siete già orientati ed avete già indovinato la città? No? E allora completo con un'ultima indicazione. Il colore di quella montagna ha una sua leggenda che voi conoscete, che vi ho raccontato altre volte. Ed ora basta... se no il premio devo tenerlo io non vi pare? D'accordo, a condizione che la Mamma non vi aiuti, o che Olga non vada a frugare tra i libri del babbo. Dovete indovinare da soli e specialmente per i più grandi è facile... anzi facilissimo ché uno o due di loro vi furono mi pare qualche tempo fa.
Quale sarà il premio? Porterò con me un sacco grande grande pieno di... curiosi... pieno di... lo vedrete, e da quello sceglierò. E' inteso che Carla, Gianna e Paola avranno il premio anche se non avranno indovinato. Saluti e baci a tutti.
Zio Barba [Odo]
Maria carissima,
prima di partire per la nuova sede che mi allontanerà ancor per poco spero da te ti rinnovo il saluto di ieri sera.
Sto bene, sereno e tranquillo riprendo il cammino e in fiduciosa attesa prego e spero che l'ultima tappa sia più che breve.
[...] Baciami ancora tutti i piccoli ed accetta col cuore più intensamente affettuoso tutte le più belle espressioni della gratitudine per tutto il bene che mi hai voluto e mi vuoi per tutto quello che di bene mi hai fatto per tutte le gioie che mi hai donato per la lieta corona di figli che mi hai offerto [...].
Odo
Odoardo Focherini, giornalista, sposato, sette figli. Nato a Carpi (Modena) il 6 giugno 1907. Impegnato nei sodalizi diocesani[...], presidente dell'Azione cattolica di Carpi, [attivo per la salvezza degli ebrei durante la Resistenza. Arrestato a Carpi l'11 marzo 1944, muore il 27 dicembre 1944 a Hersbruck (Flossenbürg)].
Figli adorati,
non so con quali parole iniziare questa mia, che come sempre ho il timore che non vi giunga, per dirvi che sono ancora qui vicino a voi. Ieri, mentre il camion si allontanava, avevo un nodo alla gola, che non riusciva a farmi cantare assieme ai miei compagni; sentivo che non avevo potuto abbracciarvi prima di partire per un viaggio che sentivo senza ritorno.
Il caso ha voluto invece che io possa scrivervi ancora e che lo possa anche per i giorni futuri, se non partiremo come dicono.
Quando vi sarò lontano, siate ubbidienti a vostra madre e soprattutto vicini, aiutatela e proteggetela nei giorni tristi che si stanno addensando su di voi; confortatela e cercate di non farle sentire la mia mancanza come lei cercherà di non farvela sentire a voi.
Mi rivolgo a te Anna che oramai sei una donna, restale vicino; a te Sauro che come maschio più grande devi fare da padre ai tuoi fratelli che sai con quanto amore li tenevo; e a te Eneide che sei il più piccolo perché tu cresca buono e bravo.
Figlioli la vita per voi si fa seria e dura e molto di più lo sarà quando sarete grandi, per questo studiate e fate sì che che i miei sacrifici e quelli di vostra madre per mandarvi a scuola non siano stati vani. Non abbiate timore per me, sappiate che io starò meglio se vi saprò felici. Ricordatevi quando sarete grandi la causa per la quale abbiamo combattuto. Ricordatela sempre. Siate sempre orgogliosi dei vostri genitori che vi hanno insegnato una via dura e difficile, ma giusta e onesta.
Bacioni vostro papà
Gino
Candia carissima,
i giorni che si avvicinano saranno per te molto più duri di quelli che abbiamo passato assieme: ora poi sei sola con tre figli.
Mi raccomando soprattutto i miei figli se io non dovessi più tornare: sono l'unica cosa che ci resti. Tu cerca di fargli sentire meno la mia mancanza.
Se non dovessi ritornare non ti rammaricare per me; sono sereno e attendo serenamente il domani. So di avere lottato onestamente per la mia causa e non ho nulla di rimproverarmi. Se mi si chiederà un altro sacrificio sono pronto a farlo come sempre.
Mi raccomando ancora i miei figli
Ti bacio tuo
Gino
Gino Onofri, operaio elettricista, sposato, tre figli. Nato a Mercato Saraceno (Forlì) il 14 luglio 1903. Autodidatta, lettore appassionato di romanzi a sfondo sociale e di saggi politici... [stampatore] clandestino durante la Resistenza. [Arrestato a Bologna il 4 settembre 1944, assassinato il 4 febbraio 1945 a Gusen (Matthausen)]. Il messaggio ai figli, scritto a matita su carta da involto, è uscito dal carcere nascosto nella biancheria ritirata dai familiari; l'addio alla moglie, su due pezzi di carta da pacco, è affidato ai compagni di carcerazione al momento della partenza da Bologna verso Bolzano, il 2 novembre 1944.
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Questo e altro ho letto in ULTIME LETTERE DI CONDANNATI A MORTE E DI DEPORTATI DELLA RESISTENZA 1943-1945, Mondadori, a cura di Mimmo Franzinelli. Poche cose possono farci capire la realtà che non abbiamo vissuto come "la scrittura davanti alla morte", una realtà estremamente complessa e che ci impone un lungo silenzio prima di dire una sola parola. Io ho sofferto leggendo queste lettere in punto di morte. Molti erano giovanissimi. Molti avevano figli. Cosa c'è di più terribile di avere la certezza di non rivedere più i propri figli? Con quale stato d'animo si getta a loro le ultime parole? A sessant'anni da quel periodo estremamente difficile e malvagio nella Storia d'Italia, vi invito a leggere questo libro. Non potrà che farvi del bene, dopo avervi fatto del male, di qualsiasi provenienza politica voi siate o non siate. Buona Resistenza a tutti.
Grosso modo è questa la traduzione della nuova via inventata da tre inglesi “espatriati” in America, come li definisce climbing.com.
Paul Ross, Andy Ross e Layne Potter hanno effettuato una lunga traversata arrampicando nel dedalo di canyons all’interno del nodo orografico di San Rafael Swell, Utah, Stati Uniti. Partiti dal canyon delle Tre Dita, gli inglesi hanno arrampicato per 1,4 miglia consecutive (pari a km 2,593), sfruttando un sistema di cenge intervallate da placche e tiri di moderata difficoltà (almeno secondo loro n.d.r.). Questa avventura è la seconda “traversata alla cintura” che viene effettuata nel deserto sudoccidentale dello Stato americano, qui conosciuto forse più per i film western e per Tex Willer che per le vastissime potenzialità arrampicatorie. Ulteriori informazioni alla relativa pagina su climbingmoad.com, dove si possono trovare inoltre dettagli e specifiche sui singoli tiri e sulle differenti sezioni. La traversata è stata portata a termine nel tempo di 5 ore e 40 minuti, compresa la pausa pranzo (o forse meglio si può parlare di tea break, trattandosi comunque di inglesi).
Qualcuno mi ha rimproverato che non scrivo più la cronaca himalayana come la scrivevo un tempo. Un rimprovero, tuttavia, di quantità, non di qualità. Almeno così spero e l'ho inteso. In verità ci si stanca di scrivere su cose che sono, anno dopo anno, sempre le stesse, o peggio, peggio di prima. Il blog, d'altra parte, è una conseguenza di questa ripetitività, poco gioviale: repetita NON iuvant. Ho cercato quindi di aggiungere voci e di spostare la mira. Ciò non toglie che io non continui ad essere informato e a ricevere decine e decine di mail da ogni parte del mondo che mi aggiornano su ciò che sta accadendo e ciò che accadrà sulle grandi montagne della Terra.
>>> Per restare agli italiani impegnati in questo momento non è così difficile entrare nel sito di Silvio Mondinelli per apprendere del loro cambiamento di programma dovuto alle difficili condizioni ambientali della Via Tedesca. Dall'Annapurna all'Everest le cose cambiano molto. Là il fermento è continuo. Sia che si guardi a Sud, dove l'Ice Fall continua a sgranare la propria natura a scapito di qualche sfortunato alpinista, sia a Nord, dove si è giunti a un contratto, poco formativo direbbe qualche burocrate contemporaneo, per irretire tutta la Cresta Nord. Per ora si è giunti a 7700 metri, per così dire, di corde fisse. Nel mentre la spedizione Everest di Bruno Brunod è arrivata poco distante dal Campo Base, come si legge nello scarno, di forma e contenuti, diario + sms della spedizione valdostana.
>>> Non dispiace invece entrare nel sito del sudtirolese Karl Unterkircher per respirare aria di altro alpinismo. Dopo aver dato una veloce scorsa ai suggestivi album fotografici, si apprende della sua nuova alleanza con il fuoriclasse Hans Kammerlander. Loro due, più Alois Brugger, hanno scelto il Jasemba, audace montagna compagna del Cho Oyu per bellezza e ubicazione. Il team suditirolese tenterà di aprire una via nuova per raggiungere i 7350 metri di questa trascurata montagna.
>>> Tra i progetti più interessanti di quest'anno, ancora da citare ma già in fase di attuazione, è il tentativo in corso di una forte squadra francese sul Chomo-Lonzo, la verticale montagna a tre cuspidi che fa da spalla alla possente mole del Makalu. Jean-Claude Marmier e Christophe Moulin sono al capo di un gruppo di giovani alpinisti che tenteranno di solcare con nuove linee di salita le due cime del Chomo-Lonzo ancora da calpestare, rispettivamente quella Centrale (7540 m) e quella NW (7199 m).
A ben vedere, dunque, e ritornando all'apertura del post e considerando gli ultimi due esempi da porre come contraltare al centinaio di spedizioni previste nel 2005, l'alpinismo, fuori dal circo, guarda altrove.
E questo è solo un preambolo di ciò che accadrà sul Saltoro, sui Batura e sul Rakaposhi. Cose che io so ma che voi ancora non sapete. Stay tune ;-)