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sabato, 30 aprile 2005

VERSO LA CATTEDRALE

postato da albertoperuffo alle 11:31 in alpinismo, intraisass
Così abbiamo intitolato questo splendido racconto di Michele Guerrini che ci accompagna verso la  "Via della Cattedrale", il superbo itinerario aperto da Graziano Maffei e compagni a metà degli anni Ottanta e rivalutato la scorsa estate da una cordata speciale per provenienza e capacità. Loro due sono vicentini purosangue, guide alpine sui generis, grandi esperti di montagna quando la coniugazione del verbo alpinismo si chiama arrampicata libera ai massimi livelli. Nel racconto di Michele la storia soggettiva del suo amore per la parete Sud della Marmolada si fonde con la storia dell'alpinismo vicentino e dell'alpinismo dolomitico per arrivare alla spettacolare ripetizione della scorsa estate. Spettacolare perché a ritrarre i due alpinisti c'era l'occhio competente di Beat Kammerlander, che ci ha donato un suggestivo reportage fotografico per ammirare la leggendaria simbiosi di eleganza e potenza di Pietro Dal Prà, qui per brevi attimi fermata prima che la macchina da presa di Lorenzo Nadali ce la rimetta in movimento martedì 3 maggio al MULTISALA G. MODENA SALA 2 [c. ore 19.00] per la proiezione del film LA CATTEDRALE. Leggiamo VERSO LA CATTEDRALE - I love Marmolada, nuova importante entrata nei RACCONTI DI ALPINISMO di INTRAISASS. E poi ci vediamo, numerosi, a Trento :->>>
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venerdì, 29 aprile 2005

A tu per tu con l'ORSO DELLE PALE

Cari amici di Intraisass, so bene che non è nel suo stile farsi pubblicità, ma per dovere di cronaca vi informo che martedì 3 maggio alle 21, presso la sede dell'Uoei-Gruppo Gamma in corso Promessi Sposi 23/N a Lecco, è in programma un incontro con l'Orso delle Pale. Un appuntamento da non perdere con questa singolare creatura, che ama nascondersi in valli remote alla ricerca delle proprie prede. E, quando ne scopre una, non c'è verso che la molli: la cura, la tiene d'occhio e al momento opportuno sferra l'attacco decisivo. L'Orso delle Pale si presenta alto, imponente, con (non sempre) lunghi capelli e barba e si esprime con inconfondibile accento... bergamasco! È uno degli ultimi esemplari di una classe in via di estinzione (e in realtà mai troppo diffusa): anzi, è un "fuori-classe" che non ama star dentro, che preferisce quella solitudine "che sgomenta" ma che poi amplifica le sue forze e lo rende invincibile. Insomma: l'Orso delle Pale è tutto da conoscere. Ed ha approfittato del can can trentino di questi giorni per mostrarsi in pubblico, forse nella speranza di ritrovarsi ancora una volta solo o con pochi amici. L'invito, per una volta, è quindi quello di far di tutto per mettergli i bastoni tra le ruote - pardon, tra le zampe - ed intervenire numerosi. Forse, alla fine, sarà contento anche lui. Un'ultima cosa: durante la serata sarà proiettata una serie di diapositive che racconta le sue gesta, tra cui (e riveliamo con esattezza la sua identità!) la prima ripetizione della Via dei Bellunesi sul pilastro sud-ovest dello Spiz di Lagunaz. Arrivederci a Lecco.

giovedì, 28 aprile 2005

PREPARATIVI PER IL TRENTOfilmFESTIVAL

TRENTO. Domani alle ore 19.00, con l'anteprima in Piazza Cesare Battisti, inizierà ufficialmente la 53^ edizione del TrentoFilmFestival. Un festival ricco di appuntamenti e di cinema tra i quali non sarà facile orientarsi. Per aiutarci nel sito del Festival finalmente sono stati pubblicati tutti i dettagli. Interessante leggere la tabella dei costi e il comunicato stampa che annuncia: «Solo tre euro (2 euro per gli studenti) per assistere alle proiezioni dei più bei film in programma al 53° Trentofilmfestival. E’ quanto si pagherà acquistando i nuovi abbonamenti validi per 8 proiezioni - mattutine, pomeridiane e serali - del Trentofilmfestival al Cinema Vittoria e al Multisala G. Modena e utilizzabili fino a due persone contemporaneamente (non per gli studenti). Gli abbonamenti si possono già da ora acquistare al prezzo di 24 euro (a 10 euro per gli studenti per 5 proiezioni) presso le casse delle due sale cinematografiche. Un’altra novità è il biglietto cumulativo per gli spettacoli serali alle 8.30 e alle 22.00. In pratica si potrà assistere ad entrambi i programmi ad un prezzo equivalente ai singoli ingressi ridotti (euro 7,50). Dagli abbonamenti sono escluse le serate evento del 30 aprile (proiezione film South e Wellman Polar expedition con la musica eseguita dall’Orchestra Tolkieniana di Milano), del 6 maggio (Serata Messner su Artide e Antartide) e la serata di premiazione al Teatro Sociale del 7 maggio. Per le prime due serate (30 aprile e 6 maggio) è già aperta la prevendita presso la cassa dell’Auditorium S. Chiara».
In concomitanza con l'inizio del Festival abbiamo anche noi qualche sorpresa a cui stiamo lavorando da parecchio tempo. Ancora un po' di pazienza - dobbiamo ancora districarci tra mille impegni e necessità -  e metteremo sul tavolo le nostre nuove carte, tra cui:
 1. Un racconto esclusivo su una delle più belle salite della passata stagione dolomitica a preannuncio del film che racconterà la stessa impresa al Filmfestival: protagonisti Michele Guerrini, Pietro Dal Prà + foto reportage di Beat Kammerlander
 2. La nascita di una nuova etichetta di produzione e distribuzione cinematografica
 3. Un re-mix del blog
Ritorniamo al lavoro ;-)
martedì, 26 aprile 2005

CLIMA TROPICALE NELLA FREDDA SVIZZERA

postato da mauromazzetti alle 12:32 in varia
Niente paura: non è l’ennesimo post sui nefasti cambiamenti dovuti all’effetto serra eccetera eccetera.
Cominciamo comunque dal fondo. La Kallertal è una valle dell’Oberland bernese dove si sta costruendo un tunnel ferroviario che fa parte della NTFA (Nuova trasversale ferroviaria alpina).
La particolarità di questo tunnel – o meglio della montagna dentro cui si sta scavando – sta nel fatto che i 150/200 litri d’acqua rilasciati al secondo fuoriescono ad una temperatura compresa fra i 18 ed i 20° (centigradi n.d.r.). Ed ecco qui la pensata, peraltro interessante e semplice come l’uovo di Colombo: perché raffreddare artificialmente quest’acqua per poterla immettere nel torrente Kander, spendendo inutilmente molti quattrini e spandendo vanamente risorse energetiche?
Meglio piuttosto usare il prezioso liquido alla sua temperatura di uscita; via dunque, come riferisce il sito alpmedia, al progetto Tropenhaus, che prevede una serra per la coltivazione di piante e frutti tropicali, nonché vasche all’aperto (riscaldate) per l’allevamento di pesci commestibili quali gli storioni.
Il tutto dovrebbe essere avviato e condotto nel rispetto della compatibilità ambientale e nell’utilizzazione di parametri agro-biologici; inoltre sembrerebbe che la ricaduta economica sul territorio consenta l’attivazione di nuovi posti di lavoro.
Una buona notizia, almeno nelle intenzioni.
Ad averci pensato a tempo debito, si sarebbe potuto trasportare fino all’Acquario tutta la neve caduta a Genova in marzo: sci di fondo in riva al mare, a fianco della
Bolla di Renzo Piano, che pare abbia lasciato il suo segno anche a Montecchio Maggiore.
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domenica, 24 aprile 2005

FACCIAMO 54

postato da lucavisentini alle 15:06 in il paese
Un alpinista che di una via facile per esempio di I, II o III grado, dica che è una via facile di I, II o III grado e non una "cazzata". Quello che sapendo andare sulle difficoltà medio-elevate e potendo quindi risolvere il mistero della stragrande maggioranza dei monti delle Alpi e dell'Appennino non ripercorra soltanto le proprie certezze. Il migliore di adesso fra tutti, che come a suo tempo Messner rilanci autorevolmente l'allarme: stiamo di nuovo torturando l'impossibile.
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venerdì, 22 aprile 2005

PRIMA DI MORIRE [e di dimenticare]

postato da albertoperuffo alle 10:46 in cultura, varia

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Carissimi bambini
,
   come vedete questa mia lettera è proprio tutta per voi e sarà scritta in modo che dovrete indovinare la città di dove e scritta. Al mio ritorno vi sarà un premio per chi avrà indovinato.
   Anzitutto però vi dico che sto benissimo in salute in questa bella città di origine romana, circondata da tanti monti ricchi di colori, di boschi, di prati. Un poco più lontano si ergono al cielo delle massicce guglie di roccia, e non molto distante un'altra catena di monti che ogni tanto prende un colore caratteristico dal quale ha preso il nome... sto dicendovi troppo, è vero, vi siete già orientati ed avete già indovinato la città? No? E allora completo con un'ultima indicazione. Il colore di quella montagna ha una sua leggenda che voi conoscete, che vi ho raccontato altre volte. Ed ora basta... se no il premio devo tenerlo io non vi pare? D'accordo, a condizione che la Mamma non vi aiuti, o che Olga non vada a frugare tra i libri del babbo. Dovete indovinare da soli e specialmente per i più grandi è facile... anzi facilissimo ché uno o due di loro vi furono mi pare qualche tempo fa.
   Quale sarà il premio? Porterò con me un sacco grande grande pieno di... curiosi... pieno di... lo vedrete, e da quello sceglierò. E' inteso che Carla, Gianna e Paola avranno il premio anche se non avranno indovinato. Saluti e baci a tutti.
Zio Barba [Odo]

Maria carissima,
   prima di partire per la nuova sede che mi allontanerà ancor per poco spero da te ti rinnovo il saluto di ieri sera.
   Sto bene, sereno e tranquillo riprendo il cammino e in fiduciosa attesa prego e spero che l'ultima tappa sia più che breve.
   [...] Baciami ancora tutti i piccoli ed accetta col cuore più intensamente affettuoso tutte le più belle espressioni della gratitudine per tutto il bene che mi hai voluto e mi vuoi per tutto quello che di bene mi hai fatto per tutte le gioie che mi hai donato per la lieta corona di figli che mi hai offerto [...].
Odo

Odoardo Focherini, giornalista, sposato, sette figli. Nato a Carpi (Modena) il 6 giugno 1907. Impegnato nei sodalizi diocesani[...], presidente dell'Azione cattolica di Carpi, [attivo per la salvezza degli ebrei durante la Resistenza. Arrestato a Carpi l'11 marzo 1944, muore il 27 dicembre 1944 a Hersbruck (Flossenbürg)].


Figli adorati,
   non so con quali parole iniziare questa mia, che come sempre ho il timore che non vi giunga, per dirvi che sono ancora qui vicino a voi. Ieri, mentre il camion si allontanava, avevo un nodo alla gola, che non riusciva a farmi cantare assieme ai miei compagni; sentivo che non avevo potuto abbracciarvi prima di partire per un viaggio che sentivo senza ritorno.
   Il caso ha voluto invece che io possa scrivervi ancora e che lo possa anche per i giorni futuri, se non partiremo come dicono.
   Quando vi sarò lontano, siate ubbidienti a vostra madre e soprattutto vicini, aiutatela e proteggetela nei giorni tristi che si stanno addensando su di voi; confortatela e cercate di non farle sentire la mia mancanza come lei cercherà di non farvela sentire a voi.
   Mi rivolgo a te Anna che oramai sei una donna, restale vicino; a te Sauro che come maschio più grande devi fare da padre ai tuoi fratelli che sai con quanto amore li tenevo; e a te Eneide che sei il più piccolo perché tu cresca buono e bravo.
   Figlioli la vita per voi si fa seria e dura e molto di più lo sarà quando sarete grandi, per questo studiate e fate sì che che i miei sacrifici e quelli di vostra madre per mandarvi a scuola non siano stati vani. Non abbiate timore per me, sappiate che io starò meglio se vi saprò felici. Ricordatevi quando sarete grandi la causa per la quale abbiamo combattuto. Ricordatela sempre. Siate sempre orgogliosi dei vostri genitori che vi hanno insegnato una via dura e difficile, ma giusta e onesta.
   Bacioni vostro papà
   Gino

Candia carissima,
   i giorni che si avvicinano saranno per te molto più duri di quelli che abbiamo passato assieme: ora poi sei sola con tre figli.
   Mi raccomando soprattutto i miei figli se io non dovessi più tornare: sono l'unica cosa che ci resti. Tu cerca di fargli sentire meno la mia mancanza.
   Se non dovessi ritornare non ti rammaricare per me; sono sereno e attendo serenamente il domani. So di avere lottato onestamente per la mia causa e non ho nulla di rimproverarmi. Se mi si chiederà un altro sacrificio sono pronto a farlo come sempre.
   Mi raccomando ancora i miei figli
   Ti bacio tuo
   Gino

Gino Onofri, operaio elettricista, sposato, tre figli. Nato a Mercato Saraceno (Forlì) il 14 luglio 1903. Autodidatta, lettore appassionato di romanzi a sfondo sociale e di saggi politici... [stampatore] clandestino durante la Resistenza. [Arrestato a Bologna il 4 settembre 1944, assassinato il 4 febbraio 1945 a Gusen (Matthausen)]. Il messaggio ai figli, scritto a matita su carta da involto, è uscito dal carcere nascosto nella biancheria ritirata dai familiari; l'addio alla moglie, su due pezzi di carta da pacco, è affidato ai compagni di carcerazione al momento della partenza da Bologna verso Bolzano, il 2 novembre 1944.
>>>

Questo e altro ho letto in ULTIME LETTERE DI CONDANNATI A MORTE E DI DEPORTATI DELLA RESISTENZA 1943-1945, Mondadori, a cura di Mimmo Franzinelli. Poche cose possono farci capire la realtà che non abbiamo vissuto come "la scrittura davanti alla morte", una realtà estremamente complessa e che ci impone un lungo silenzio prima di dire una sola parola. Io ho sofferto leggendo queste lettere in punto di morte. Molti erano giovanissimi. Molti avevano figli. Cosa c'è di più terribile di avere la certezza di non rivedere più i propri figli? Con quale stato d'animo si getta a loro le ultime parole? A sessant'anni da quel periodo estremamente difficile e malvagio nella Storia d'Italia, vi invito a leggere questo libro. Non potrà che farvi del bene, dopo avervi fatto del male, di qualsiasi provenienza politica voi siate o non siate. Buona Resistenza a tutti.

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giovedì, 21 aprile 2005

UN PIACERE LUNGO UN MIGLIO E UN PO’

postato da mauromazzetti alle 11:50 in alpinismo extraeuropeo

Grosso modo è questa la traduzione della nuova via inventata da tre inglesi “espatriati” in America, come li definisce climbing.com.
Paul Ross, Andy Ross e Layne Potter hanno effettuato una lunga traversata arrampicando nel dedalo di canyons all’interno del nodo orografico di San Rafael Swell, Utah, Stati Uniti. Partiti dal canyon delle Tre Dita, gli inglesi hanno arrampicato per 1,4 miglia consecutive (pari a km 2,593), sfruttando un sistema di cenge intervallate da placche e tiri di moderata difficoltà (almeno secondo loro n.d.r.). Questa avventura è la seconda “traversata alla cintura” che viene effettuata nel deserto sudoccidentale dello Stato americano, qui conosciuto forse più per i film western e per Tex Willer che per le vastissime potenzialità arrampicatorie.
Ulteriori informazioni alla relativa pagina su climbingmoad.com, dove si possono trovare inoltre dettagli e specifiche sui singoli tiri e sulle differenti sezioni. La traversata è stata portata a termine nel tempo di 5 ore e 40 minuti, compresa la pausa pranzo (o forse meglio si può parlare di tea break, trattandosi comunque di inglesi).

mercoledì, 20 aprile 2005

L'ALPINISMO GUARDA ALTROVE

postato da albertoperuffo alle 11:12 in alpinismo extraeuropeo

Qualcuno mi ha rimproverato che non scrivo più la cronaca himalayana come la scrivevo un tempo. Un rimprovero, tuttavia, di quantità, non di qualità. Almeno così spero e l'ho inteso. In verità ci si stanca di scrivere su cose che sono, anno dopo anno, sempre le stesse, o peggio, peggio di prima. Il blog, d'altra parte, è una conseguenza di questa ripetitività, poco gioviale: repetita NON iuvant. Ho cercato quindi di aggiungere voci e di spostare la mira. Ciò non toglie che io non continui ad essere informato e a ricevere decine e decine di mail da ogni parte del mondo che mi aggiornano su ciò che sta accadendo e ciò che accadrà sulle grandi montagne della Terra.
>>> Per restare agli italiani impegnati in questo momento non è così difficile entrare nel sito di Silvio Mondinelli per apprendere del loro cambiamento di programma dovuto alle difficili condizioni ambientali della Via Tedesca. Dall'Annapurna all'Everest le cose cambiano molto. Là il fermento è continuo. Sia che si guardi a Sud, dove l'Ice Fall continua a sgranare la propria natura a scapito di qualche sfortunato alpinista, sia a Nord, dove si è giunti a un contratto, poco formativo direbbe qualche burocrate contemporaneo, per irretire tutta la Cresta Nord. Per ora si è giunti a 7700 metri, per così dire, di corde fisse. Nel mentre la spedizione Everest di Bruno Brunod è arrivata poco distante dal Campo Base, come si legge nello scarno, di forma e contenuti, diario + sms della spedizione valdostana.
>>> Non dispiace invece entrare nel sito del sudtirolese Karl Unterkircher per respirare aria di altro alpinismo. Dopo aver dato una veloce scorsa ai suggestivi album fotografici, si apprende della sua nuova alleanza con il fuoriclasse Hans Kammerlander. Loro due, più Alois Brugger, hanno scelto il Jasemba, audace montagna compagna del Cho Oyu per bellezza e ubicazione. Il team suditirolese tenterà di aprire una via nuova per raggiungere i 7350 metri di questa trascurata montagna.
>>> Tra i progetti più interessanti di quest'anno, ancora da citare ma già in fase di attuazione, è il tentativo in corso di una forte squadra francese sul Chomo-Lonzo, la verticale montagna a tre cuspidi che fa da spalla alla possente mole del Makalu. Jean-Claude Marmier e Christophe Moulin sono al capo di un gruppo di giovani alpinisti che tenteranno di solcare con nuove linee di salita le due cime del Chomo-Lonzo ancora da calpestare, rispettivamente quella Centrale (7540 m) e quella NW (7199 m).
A ben vedere, dunque, e ritornando all'apertura del post e considerando gli ultimi due esempi da porre come contraltare al centinaio di spedizioni previste nel 2005, l'alpinismo, fuori dal circo, guarda altrove.
E questo è solo un preambolo di ciò che accadrà sul Saltoro, sui Batura e sul Rakaposhi. Cose che io so ma che voi ancora non sapete. Stay tune ;-)

martedì, 19 aprile 2005

TACA BANDO!

postato da mauromazzetti alle 16:22 in varia
Gli affezionati lettori di questo blog ricorderanno forse il post del 2 dicembre 2004 intitolato “Luci ed ombre”, laddove si parlava e si ragionava dell’illuminazione del Cervino. Ritorniamo in argomento proprio oggi, alla vigilia della scadenza del Bando d’asta pubblica per l’illuminazione artistica del Monviso - Torino 2006.
Già da qualche giorno,
in rete si parla e si (stra)parla del fatto; come sempre, il forum è libero e liberi sono i pensieri e gli spiriti.
Da v[o/e]raci burosauri quali siamo, lasciateci però commentare il bando di per sé, ossia come espressione squisitamente amministrativa di una pervicace volontà politica.
La ditta che si aggiudicherà la prestazione (!) sarà scelta mediante asta pubblica; la norma di riferimento risale al 1924, anno di emissione del relativo Regio Decreto, e prevede modalità differenti di aggiudicazione.
Lasciamo ad un novello Quintino Sella, primo salitore italiano della vetta nonché ministro delle finanze del Regno [lo stesso Regno che ha emanato il Regio Decreto di cui sopra per la scelta del contraente nella pubblica amministrazione n.d.r.], l’incarico di reperire i fondi necessari senza utilizzare gli impopolari ancorché efficaci mezzi posti in essere da uno dei Padri fondatori del Club Alpino Italiano.
Per l’intanto, la Comunità Montana Valli Po, Bronda ed Infernotto calcolerà il punteggio delle singole offerte sulla base di parametri tecnico-discrezionali. Il pensiero corre sospiroso ai films dove distinti signori ed eleganti dame alzano la mano – rigorosamente guantata – per palesare discretamente l’offerta.
A noi piace pensare che la Comunità Montana decida invece di utilizzare un altro metodo di aggiudicazione, ricco finanche di poesia e di suggestioni para-normali.
Tratterebbesi cioè del c.d. sistema delle “tre candele” che, accese in sequenza dal banditore, determinano la durata dell’asta; allo spirare della luce tremolante della terza candela, l’ultima offerta sarebbe quella vincitrice. Sempre meglio quel flebile ma significativo lucore, simile ai piccoli occhi di bue delle frontali, rispetto ai milioni di watt necessari per inquadrare chessò, la storica via Coolidge sulla parete nord o l’aerea ed entusiasmante cresta est del Mons Vesulus.
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domenica, 17 aprile 2005

ALTRI PENSIERI

postato da lucavisentini alle 19:28 in il paese
Arrivano anche delle sere come questa in cui vado nel terrazzino dietro alla casa per concentrarmi sul post promesso ad Intraisass e mentre Claudia e Marinella sono ancora sveglie sento il profumo del bosco che scende dal Cornetto e a parte la vicenda di Renato Tognoli e dell'imprevedibile telefonino, pare non funzionante, tra cento idee più o meno valide vorrei salvarne magari cinquantuno: Gesù finché ho creduto, questo papa per com'è morto ma non per tutto quanto ha sostenuto in vita, sino ad un'età esclusivamente giovanile gli scout, la Milano operaia e studentesca che seppe tener testa alla borghesia dal 1968 al 1977, gli uomini perché siamo uguali, le donne perché differenti, i p della P, un tempo la Kinski e l'Adjani ed ora Uma Thurman e la Casta, l'atto primo di Novecento, gli Stones e De Andrè, gli U2, Proust Joyce Kafka (inoltre Musil), Pavese e Calvino, ovviamente altri autori nei quali sia prevalsa la voglia di comunicare all'ambizione d'imporsi, il Devoto-Oli, Amedeo Modigliani, un tiro al volo di sinistro all'incrocio dei pali, l'Inter, la moviola in campo e retroattiva, il prosciutto crudo ed il parmigiano reggiano, gli ossi buchi di vitello, la quiche lorraine a Parigi e la paella a Barcellona, il salato piuttosto del dolce, un bel bagno caldo, un po' di mare, la campagna, il bosco medesimo, le montagne ed in particolare quelle dov'è riparato Re Laurino, il prato in fondo alla Seconda Pala di San Lucano e quello giù dalla Cima del Van del Pez, un masso piatto ed asciutto e ben piantato a mo' d'isola lungo un costone, un escursionista di ritorno che avvistato non derapi apposta fra le ghiaie e che interpellato sul cammino non dimezzi i tempi, un gestore di rifugio che non s'impossessi dell'intero territorio alle sue spalle, un volontario del soccorso che incrociandoti non abbia scritto in faccia: "Scala, scala pure, tanto prima o poi avrai bisogno di me", gli arrampicatori non competitivi, quelli che non compromettono l'ambiente naturale, una dirigenza del CAI nuovamente di alpinisti, una bonifica dei comprensori sciistici, una ulteriore per ciò che di troppo è stato trapanato in quota nelle Dolomiti, la complessità della città e la leggerezza del paese, un cittadino che non sappia solamente lui, un paesano in automobile che ti saluti rinunciando al colpo di clacson, la stessa Marinella che dorme, nonché Claudia che non urla, le compagnie, la necessaria solitudine, il proprio corpo ed uno diverso, gli occhi, la bocca, il naso, le orecchie, l'accettazione della morte...
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