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lunedì, 28 febbraio 2005

EDIZIONE INVERNALE DI "46° PARALLELO"

postato da marcoconte alle 21:42 in cultura
La rivista è uscita già nel mese di dicembre 2004 e la notizia non è dunque proprio fresca fresca, ad ogni modo uno sguardo all'ultimo numero della pubblicazione diretta da Mario Crespan è certamente d'obbligo. "46° Parallelo – Testimonianze di montagna e di alpinismo", è un volume semestrale edito da Luca Visentini e dato alle stampe con il patrocinio del CAI di Treviso.
Già nell'editoriale che compare a pagina 3 si individua un particolare degno di nota. Carlo Mazzariol si sofferma sul secondo numero di Intraisass cartaceo, intessendo le lodi del nostro onnipresente blogmaster: «Ho letto, tempo fa, l'apertura di Alberto Peruffo al secondo Intraisass e ne sono rimasto affascinato. Sarà perché il jazz mi trova sensibile e gli alpinisti evocati sono parte dei miei anni; ma lo scritto peruffiano è davvero bello».
Nelle pagine immediatamente seguenti, chissà perché, il discorso cade ancora una volta sulla Valle di San Lucano, lo Spiz di Lagunàz, Ivo Ferrari e Franco Miotto. Mi domando invece il motivo per cui si parli sempre così poco delle più recenti realizzazioni sulla Torre Trieste in Civetta, per esempio. Uno spunto puramente ironico e provocatorio, per chi non lo avesse capito... Scherzi a parte, le pagine dedicate allo Spiz contengono due pregevoli interventi di Miotto e Ferrari sul Pilastro dei Bellunesi scritti a 25 anni di distanza, un quarto di secolo durante il quale la celebre via è rimasta come è noto senza ripetizioni. Lo Spiz di Lagunàz torna comunque anche più avanti nella rivista, col racconto di due ripetizioni del diedro Casarotto – Radin: si tratta dell'ascensione portata a termine da Matteo Beretta con Matteo Sgrenzaroli nel 2000, e della prima femminile realizzata nell'estate 2004 da Marika Freschi e Francesco Scandolin.
A pagina 45 si fa notare anche un tuffo nell'atmosfera più selvaggia delle Dolomiti più meridionali: “Pensieri sulla Zéngia de l'Adriano” di Ivanì Cadore, moglie dell'alpinista bellunese Gianpaolo Sani che proprio sul gruppo della Schiara ha recentemente scritto una apprezzata guida. Verso la fine del volume si segnala infine un pezzo di Matteo Villanova incentrato sul complesso rapporto che si era venuto ad instaurare tra Dino Buzzati e l'universo della montagna inteso come simbologia, suggestione ed ispirazione dello scrittore.
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AND THE WINNER IS... (Oscar e Piolet d’or)

Appena reduci dalla schiacciante vittoria di Clint Eastwood nella serata degli Oscar, rientriamo in tema di montagna con la notizia, peraltro già apparsa su go-mountain, dell’assegnazione dell’ambito premio del Piolet d’or 2004. Anche quest’anno, come tutti gli anni, polemiche e veleni hanno infarcito le nominations (v. qui e qui, per esempio). Sta di fatto che il premio è andato ad una spedizione forse concepita con criteri e parametri d’altri tempi. La parete nord dello Jannu è stata infatti salita per una via nuova (la Diretta russa) tra aprile e maggio dell’anno passato; la differenza sta però nella durata della salita stessa. La parete è stata infatti prima blandita, poi insistentemente corteggiata, infine “conquistata” da un agguerrito gruppo di alpinisti russi che hanno adottato una tattica ed una strategia ben diverse dagli usuali canoni di valutazione. Non si è trattato cioé di una salita in stile leggero, veloce e pulito; la giuria ha invece privilegiato la tenacia e la durata del tentativo, l’idea del problema più che il modo dell’ascensione, riconoscendo che la diretta allo Jannu ha fatto compiere un grande passo in avanti alla storia dell’hymalaismo.

Tornando al parallelo con gli Oscar del cinema, si potrebbe dire che Clint Eastwood (74 anni) e Alexander Odintsov (leader della spedizione premiata) hanno entrambi un grande avvenire dietro le spalle.

domenica, 27 febbraio 2005

PAESI E AMORI (VOLUME IX)

postato da lucavisentini alle 19:59 in il paese

Ancora Vigo di Fassa, però è il 1978. Volevi tirare tardi con noi grandi e liberi alpinisti sino alla Cantinetta, in fondovalle. Ma non avevi l'età e ti dovevi accontentare della pizza con mio fratello minore e gli altri tuoi coetanei alla Grotta, nello stesso paese.

Due estati dopo mi schiantai sul Piz Ciavàzes. Due estati dopo rientrai dall'ospedale a ferragosto. La figlia del mio padrone di casa intanto si era innamorata di un mio amico. La figlia del padrone di casa mi riferì che era venuta a cercarmi una certa Monica e che questa Monica sarebbe ritornata più tardi.

Alle 21 suonasti. Dalla cucina in comune scesi. Non ti vedevo da un biennio e chiesi il motivo dell'improvvisata. E tu: "Ricordi che mi avevi detto di ripassare a diciott'anni? Bene, adesso li ho compiuti i diciott'anni". Azz! La stanza l'avevo prestata all'amico e lui stava oramai in bella compagnia. Avevo inoltre una caviglia malandata e qualche punto di sutura al naso. Mi avevano infine tolto un drenaggio dalla schiena tre ore prima e non mi reggevo stabilmente in piedi. C'incamminammo così alla ricerca di una panchina sgombra. A Vigo... La sera dell'Assunta... Non mi avanzava molta autonomia e non ti baciai nemmeno in piano, bensì lungo la rampa d'accesso alla funivia del Ciampedìe. Il nostro bacio s'involò quindi nel cielo di Vaél, attraversando fra le crepe la finestra della Santa. Dicesti: "Beh, non è che un venticinquenne baci diversamente dai ragazzi". Restavi dritta in fronte a me, passivamente disponibile. Lasciasti che infilassi una mia mano sotto la tua maglia traforata e che ti accarezzassi il seno, con una meraviglia che credo di aver perso. Mi guardavi - ero ferito - attivamente. L'indomani andavo in città per la convalescenza e tu pure avresti terminato le vacanze. Buona notte.

Mio caro amore (IX), come in una canzone di De Andrè con te mi sarei potuto ammalare di cuore. Poiché tu mi scrivesti su una cartolina il tuo numero, invitandomi a telefonarti. Ed io già ero stato allevato dal Castoro e mi ero diplomato ragioniere del Politically Correct con 36/60. Piacevi a mio fratellino: povero me non ti risposi.

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giovedì, 24 febbraio 2005

Comunicato ANSA: E' morto MASSIMO FARINA

postato da albertoperuffo alle 16:23 in
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LONTANO DAGLI OCCHI MA NON LONTANO DAL CUORE

postato da mauromazzetti alle 15:11 in varia

Dal comunicato stampa trasmesso in redazione da Marco Vasta, segretario dell'associazione Aiuto allo Zanskar, riportiamo la notizia delle abbondanti precipitazioni nevose che hanno causato centinaia di vittime nel Kashmir meridionale, interessando inoltre anche Ladakh e Zanskar, valli poste a poste a nord della catena himalayana. Gli elicotteri della IAF (Indian Air Force) hanno così evacuato 45 alpinisti bloccati nella valle dello Zanskar; i tre gruppi di escursionisti si erano infatti addentrati nelle gole dell’omonimo fiume ghiacciato, unica via invernale per raggiungere la piana di Padum a 3.600 metri di altezza.
Tale via viene percorsa anche dai 7 insegnanti della Lamdon Model High School, patrocinata dalla italiana AaZ onlus, per raggiungere il posto di lavoro entro il 15 marzo, che costituisce la data di inizio delle lezioni scolastiche.
Rimandiamo all’emozionante lettura del racconto di Pietro Jona su Intraisass1 per una inusuale panoramica del territorio interessato, nonché al sito istituzionale della citata associazione ONLUS per ulteriori informazioni di servizio.

E chiudiamo con l’ormai solita riflessione.
Quando si ha notizia di attività umanitarie, che si svolgono magari dall’altra parte del mondo, è facile liquidarne l'attività con il lapidario benservito I poveri ci sono anche a casa nostra.
E’ vero, i poveri ed il disagio sociale ce li abbiamo anche dietro l’angolo di casa; riteniamo però che ogni iniziativa concreta ed operativa, seria ed onesta, abbia diritto di abitare e di svilupparsi nel variegato ed [a volte] frammentato e frammentario universo della solidarietà. Quando poi è in ballo l’istruzione, o la scuola se preferite, ogni seppur minima azione positiva contribuisce al [ed è determinante per il] miglioramento di tutti.

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lunedì, 21 febbraio 2005

Lorenzo MASSAROTTO + Festa della VALLE DI SAN LUCANO

postato da albertoperuffo alle 09:46 in incontri e manifestazioni
Un invito a tutti i lettori del nostro blog di non perdere la serata speciale prevista per domani, martedì 22 febbraio, all'Auditorium Canneti di Vicenza, ore 21.00, dove Lorenzo Massarotto presenterà un diaporama sulla sua decennale attività, con particolare attenzione dedicata alla "valle delle meraviglie", la Valle di San Lucano. A presentarlo saremo noi :-[ io... e alcuni di voi, lettori :-] e oramai ci conoscete... quando ci siamo noi le sorprese, sceniche ed EXTRAsceniche, non mancano. Tanto per cominciare con le extraSCENICHE, fuori scena abbiamo organizzato un incontro prologo presso la Libreria LA CASA DI GIOVANNI [forse ACER, anche lui respirava l'aria della valle, quando cadeva nelle "adiacenze"], a Montecchio Maggiore, ore 18: parteciperanno l'autore e l'editore dell'esemplare guida PALE DI SAN LUCANO, ovverosia Ettore De Biasio e Luca Visentini [quest'ultimo ora anche imprevedibile blogger]. Ad aiutarci a fare quattro chiacchiere e stappare qualche bottiglia interverranno moltissimi amici della valle, tra i quali citiamo, in ordine sparso e dimenticando qualcuno [SORpresa docet], Fausto Conedera, Franco Miotto, Mauro MorettoMario Crespan, i vicentini capitanati dai due storici compagni di Renato Casarotto, Pierino Radin e Giacomo Albiero, la nuova primula, bionda più che rossa, Ivo Ferrari... e molti altri, che, chi prima o chi dopo [neve permettendo... domani migliora...], andranno a gremire la nostra libreria e la platea dell'Auditorium Canneti per assistere tutti insieme a una serata che sarà una festa e che noi abbiamo apposita[la]MENTE intitolato: VALLE DI SAN LUCANO - Uomini, parole e immagini di un alpinismo resistente.
Il tamTAM è iniziato: vi aspettiamo numerosi!
domenica, 20 febbraio 2005

C'È UNA CHE CE LA DÀ

postato da lucavisentini alle 22:03 in il paese
Un'altra volta Icio propose di andare tutti assieme in un bar a Castellavazzo, là dove sosteneva: "C'è una che ce la dà". Ed il nome di questa località bellunese, non so perché suonandomi alla romagnola, come d'altronde una "Madeleine" mi ricordò la scena di uno spassoso film intravisto da bambino. In tale scena, uno sparuto gruppo d'improbabili centauri sopraggiungeva nei paesi del comprensorio e per far colpo sulle ragazze che incontrava le apostrofava così: "Siamo venuti con le motociclette da Bagnacavallo!". In romagnolo... Sarei stato comunque della partita. Ma Mauro m'ammonì: "E tu credi a Icio? A uno che ha fatto il pastore di pecore?". Il pastore di pecore non è per niente quello delle mucche. Perennemente fugge ai gendarmi ed agli indigeni cui il proprio gregge ha devastato i prati, gli orti, i giardini. Perennemente mente. E se presso la Rota a Cimolais tu gli domandi dove si sta recando e lui ti risponde ad Erto, puoi essere certo che procederà verso Claut. Tanto per capirci. Eppure io, nel breve periodo trascorso allora fra queste montagne, mi ero già clamorosamente stupito in più di un'occasione. Avevo visto Sandro "del Cuc", un energumeno imparentato allo stesso Icio, entrare nell'Osteria Cellina con una sciabola ed assestare un gran fendente ad un tavolo senza che il titolare e gli avventori si scomponessero. Avevo visto Mauro medesimo afferrare un capo della corda e prendere la rincorsa lungo una cornice spiovente, lanciandosi nel vuoto con un urlo bestiale, per disincastrare una "doppia". Avevo sentito le vecchie interrogarsi sul fatto che non mi fossi ancora accoppiato, poiché quassù vige il matriarcato e quando uno meno se l'aspetta viene tirato dentro ad una casa. Poteva anche esistere una donna che al solo nostro irresistibile apparire si sarebbe femminilmente concessa. Poteva in quel momento desiderare che qualcuno visitasse il suo locale e noi qui questionando ci saremmo fatti magari anticipare. Poteva addirittura scapparci un "Tre e una, po'". Partimmo dunque e venne pure Mauro, che benché scettico amava stare in compagnia. Doppiammo ormai eccitati Codissago. Entrammo e Miss Goodbar ci accolse con una sorprendente sfilza d'improperi. Icio doveva in realtà saldarle un vecchio conto. Io compresi appieno la differenza tra un pastore di pecore ed un pastore di mucche. Mauro fu costretto ad esercitare il miglior fascino del buon selvaggio. La tipa s'acquietò ed infine ce la diede: una birra a testa. Pagammo tutto quanto, salutammo e ripiegammo zitti zitti in valle. 
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venerdì, 18 febbraio 2005

SOGNANDO LA CALIFORNIA (ovvero TUTELIAMO YOGHI E BUBU)

postato da mauromazzetti alle 08:17 in varia, alpinismo extraeuropeo

Non piove mai nella California del sud (come dice una vecchia canzone anni sessanta), tant’è vero che la California l’abbiamo sempre sognata asciutta ed assolata (vedi un’altra ballata tradotta e cantata in italiano dai Dik Dik). Ogni tanto però piove sul bagnato, seppur metaforicamente, anche in California.

Veniamo così a sapere che nel parco nazionale di Yosemite lo staff degli addetti ha bisogno di essere rinforzato con l’inserimento di volontari. Qual è la mission (forse impossible n.d.r.)? Trattasi di riallacciare buoni rapporti di vicinato tra umani ed orsi, che al momento interagiscono in maniera conflittuale. Scritto altrimenti, gli orsi continuano a papparsi i viveri di escursionisti e di arrampicatori, ne più e ne meno di come fanno i due personaggi dei cartoni animati Yoghi e Bubu nell’immaginario parco di Jellystone.

Ecco quindi la necessità di ripopolare il famoso Camp 4, garantendo ai volontari alloggio gratis e sconti consistenti sull’acquisto dei generi alimentari negli spacci sul territorio di Yosemite (50% su tutti i cibi e 10% sugli altri generi). Il profilo del volontario perfetto viene tracciato con precisione e professionalità dall’arrampicatore/manager Chris McNamara sul forum del sito supertopo. In particolare sono richiesti interesse verso gli orsi e preferibilmente studi specialistici in scienze biologiche, disponibilità a lavorare quattro e più ore alla sera una settimana sì e l’altra no, sotto le direttive di rangers e di responsabili dei vari uffici preposti alla gestione del parco. Oltre ai benefits sopra riportati, viene offerta l’incomparabile opportunità di scalare sulle pareti di Yosemite durante la lunga e calda estate californiana. McNamara segnala come l’associazione che raccoglie gli arrampicatori di Yosemite, capitanata da gente del calibro di Tom Frost e di Ted Hansen, stia lavorando a parecchi progetti in collaborazione con le autorità del parco; tra questi, oltre al citato “guardianaggio” sugli orsi, starebbe per decollare un museo sulla storia dell’arrampicata in Yosemite.

Fra le tanti voci di assenso e di dissenso che si possono raccogliere sul forum di supertopo, ne segnaliamo due. La prima commenta come il risparmio sul costo del campeggio a Camp 4 sia veramente risibile (ricordiamo che l’affitto giornaliero di una piazzola costa 5 dollari) e che per lo stesso importo è meglio farsi sfruttare da agenzie di lavoro messicane. La seconda riporta invece la sensibilità animalista di chi ritiene che l’orso sia una creatura delicata, bisognosa di affetto e di attenzione, che deve necessariamente essere salvaguardato dalle intrusioni umane (per inciso, la stessa persona sottolinea nel post che possiede o ha posseduto coguari, tassi e serpenti a sonagli…).

Comunque sia, se volete passare una vacanza diversa dai soliti campi di lavoro dove si spazzolano cocci antichi o si raccolgono plastica e cartacce sui greti dei torrenti, prendete scarpette da arrampicata, tenda e sacco a pelo, solcate l’Atlantico, attraversate (possibilmente in autostop) gli Stati Uniti d’America e presentatevi all’Ufficio dei Rangers di Yosemite, dopo aver compilato la necessaria domanda di iscrizione.

Nota finale. Anche noi, come altri certo più autorevoli personaggi, abbiamo effettuato un sondaggio, seppur limitato a colleghi di lavoro ed amici arrampicatori. Alla domanda “che cosa ti ricorda C4?”, tutti – ma proprio tutti – hanno risposto: “la battaglia navale”. Colpito ed affondato.

giovedì, 17 febbraio 2005

LE CONDIZIONI DEI VAJ

postato da albertoperuffo alle 10:40 in

Molti ci scrivono-telefonano-visitanoINlibreria per conoscere le condizioni dei vaj delle Piccole Dolomiti. Riportiamo le impressioni fotografiche, gli incontri e quant’altro pubblicato nella rete dopo il favorevole fine settimana scorso.

Tra i nostri blogger, non an
cora registrato, Francesco Pompoli ci scrive:
>> «COME SONO LE CONDIZIONI DEI VAJ? ...da CANI»
Tranquilli amici… le condizioni nelle Piccole Dolomiti sono ottime, soprattutto a Nord.
Potrebbe confermarvelo anche Pucci, da Campodalbero, che si è aggregato a noi sulla cresta della
Gazza, all’uscita del vajo Stretto di San Paolo, seguendoci in discesa per il vajo della Fratta Grande (con tentativo di variante laterale all’inseguimento di un camoscio).
Non contento della discesa, ci segue (o meglio… spesso ci anticipa!) nella salita del vajo della Fratta Piccola (difficoltà d’insieme D- secondo la guida Vajo che passione), superando brillantemente pendenze fino a 60° su neve e tratti di rocce affioranti (nella foto Pucci fa da capocordata!).
Solo sul passaggio chiave il nostro Pucci tentenna, ma incoraggiato dai suoi improvvisati compagni di ascensione rischia il tutto per tutto lasciandosi alle spalle l’arduo risalto roccioso.
Dopo l’uscita dal vajo, con usuale lotta con il mugo, ci abbracciamo e ci diamo la zampa/mano, come si fa tra veri alpinisti.
PS: Pucci da Campodalbero è un cane famoso. A sentire il rifugista del Battisti, due settimane fa è finito sul giornale per la traversata Campodalbero-Recoaro (itinerario ignoto).
Non contento, ora ha perfezionato la traversata con discesa e salita per due vaj, free solo e senza mezzi artificiali… Speriamo solo sia rientrato a casa, alle 15 era ancora nella valle sbagliata! <<

Il weekend passato è stato anche momento di raduno per ItSportMontagna. Lorenzo Castelli, già nostro blogger, ha messo insieme una bella sequenza fotografica sulla parete NW di Cima Mosca a partire da questo link: http://www.climberland.net/raduno/raduno_it.htm. Pure Davide Necchi, ideatore di un altro pregevole sito di alpinismo [A zonzo per le montagne] ha raccolto le sue impressioni fotografiche su http://www.davnec.it/weekend/carega/carega.php, mentre PAO, il mISTERICO bisonte del Sarca, ha documentato il Vajo Nascosto come nessun altro prima di lui.

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mercoledì, 16 febbraio 2005

LA NUOVA ALLEANZA

postato da albertoperuffo alle 09:42 in alpinismo extraeuropeo

Maspes ce ne aveva già parlato nella sua recente visita. Adesso è ufficiale. La nuova ricetta per l'alpinismo new-age della prossima stagione extraeuropea sarà composta dalle affascinanti montagne inesplorate del KONDUS-SALTORO + giovani [di idee] alpinisti italiani + leggerezza/autosufficienza O><O il tutto mescolato e raccolto con un po' di POLENT[z]A, la farina gialla-gialla derivata dal GRANO-GRANO, quello che ti sgrana il pensiero quando ce l'hai in tasca, segno che ci distingue dai mescolatori di farina bianca, CIAPATI-MEN [qui ciapa_ti può essere letto anche allla veneta], uomini poco nazionali e molto locali. Insomma, nonostante il mio linguaggio plurisensoRiale, si tratta di una cosa seria: leggiamo l'articolo di Giorgio Spreafico Up, la riscossa delle pecore nere. Dopo le critiche sul K2 e la spedizione controcorrente, Maspes si allea con Da Polenza. Anche il climber Brenna nella squadra verso le pareti sconosciute di Kondus e Saltoro. In bocca al lupo!